“Crai e poscrai” è un titolo che sintetizza e inaugura gli intenti del progetto che è dunque rivolto al futuro prossimo e lontano. Prende avvio dalla materia cinematografica – il film I basilischi – e ambisce a voler creare un percorso artistico culturale per favorire la conoscenza del patrimonio storico culturale della città creando un percorso visuale che utilizza la Street Art, quindi il murales, come leitmotiv di un racconto per immagini che attraversa il cuore del centro antico e dell’antico modo di guardare il mondo per giungere alla sede che si intende valorizzare, la biblioteca comunale, il luogo da cui riparte la cultura, il cambiamento, il futuro.
Il raggiungimento dell’obiettivo consisterà in un aumento di consapevolezza dei cittadini del bene di cui si dispone, in un incremento delle visite alla città grazie al volano della Street Art, una rinnovata comunità che si affaccia dal “Balcone delle Murge” con lo sguardo rivolto a domani e a dopodomani. Perché crai non sia più mai ma crai, “crai e poscrai”.
Lina Wertmüller nasce a Roma il 14 agosto 1928 da un avvocato originario di Palazzo San Gervasio e da madre romana. Muove i suoi primi passi nel mondo del cinema come aiuto regista di Federico Fellini ne La dolce vita (1960) e 8½ (1963). Il suo esordio come regista avviene nel 1963 con I basilischi, amara e grottesca narrazione della vita di paese del Sud Italia (il film è girato in gran parte tra la Basilicata, a Palazzo San Gervasio, e la Puglia, a Minervino Murge), che le valse la Vela d'argento al Locarno Film Festival.
È la prima donna a essere candidata all'Oscar come miglior regista. Per le registe è sempre stata un esempio, non solo perché è stata la prima regista ad avere avuto successo dal punto di vista commerciale, ma anche perché erano in poche a fare questo mestiere. Indaga con passione i ruoli sociali dell'uomo e della donna del Bel Paese nell'eterno dialogo tra il Nord e il Sud, tra la borghesia e il proletariato, dagli anni sessanta del secolo scorso ai giorni nostri, con uno sguardo sempre ironico e disincantato sulle evoluzioni politiche e sociali, dipingendo la società italiana a volte con toni grotteschi e pungenti, ma senza mai prendersi sul serio.
I basilischi è un film di genere Drammatico del 1963 diretto da Lina Wertmüller con Antonio Petruzzi e Stefano Satta Flores della durata di 85 minuti girato tra Palazzo San Gervasio e Minervino. La Wertmüller ebbe l'ispirazione di girare il film a Palazzo San Gervasio e a Minervino dopo aver visitato il paese d'origine del padre che descrisse come «la scoperta di un mondo, di quella parte d’Italia tagliata fuori dalle rotte delle tante guerre e dalla Storia». Proprio a partire dal valore storico e culturale di questo film, dai luoghi che sono stati il set dello stesso (le piazze, le strade, i vicoli, le scale) attorno ai quali si è sviluppato il racconto, si è scelto di richiamare alla memoria collettiva il documento cinematografico e di ripartire proprio dagli stessi luoghi per raccontare un’altra storia, un altro finale.
Il murales si colloca sulla facciata dell’ex cinema di Minervino visibile da più punti panoramici della città e collocato a chiusura del centro storico, quindi diametralmente opposto alla sede del polo che si vuole valorizzare, ovvero alla biblioteca comunale. Tra i due luoghi presi in considerazione vi è il centro antico della città, fatto di vicoli, scale, pietre, facce e tende che resistono allo spopolamento del borgo. Le strade che portano alla biblioteca comunale saranno percorribili attraverso un percorso segnato dalla presenza di tende “parlanti”, sulle quali cioè sono presenti delle citazioni del film e una segnaletica accompagnerà all’interpretazione dell’opera tramite QR code. Il QR code collegherà ad una piattaforma on line, dalla quale sarà possibile acquisire delle preview di ciò che è consultabile nell’emeroteca all’interno della biblioteca comunale e sarà possibile usufruire dei contenuti video e fotografici di reportage del processo condiviso di concettualizzazione e realizzazione dell’opera.
Operazione cofinanziata dall'unione europea a valere sul POR FESR-FSE 2014/2020 della Regione Puglia - Asse VI - Azione 6.7" Interventi per la valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale.